MIAMI: PIANIFICAZIONE DEL VIAGGIO

Pianificare il viaggio e nello specifico quello a Miami è stata una delle fasi più entusiasmanti per me.

La definizione di un sogno, il cercare di ottimizzare in pochi giorni a disposizione il tempo a tua disposizione.

A Miami c’è molto da vedere e da fare e in 3 giorni ti tocca scegliere, per farlo mi sono documentata su internet e sono incappata in un blog di un’italiana che si è trasferita a Miami, è un blog molto valido, un ottima guida su cosa fare e vedere in questa città.

Se stai per fare un viaggio da quelle parti ti consiglio di dare un occhiata al suo blog (clicca qui per dare un’occhiata).
Tiziana (l’autrice del blog) è sempre disponibile per rispondere a domande e dare consigli.

Ad ogni modo decidiamo di arrivare venerdì anche se la crociera era prevista il Lunedi successivo sia perchè avevo prenotato un volo fai da te (ed è sempre meglio avere qualche giorno di vantaggio) sia perchè Miami merita di essere visitata.

SHERATON MIAMI HOTEL AIRPORT

Miami è piuttosto cara ma noi abbiamo prenotato l’hotel Sheraton un anno prima spendendo per 3 notti in 4 persone un totale di solo 300 dollari.

L’ho trovato tramite Booking, motore di ricerca presente anche in questo blog (a proposito se ti serve trovare qualche hotel clicca qui)

Mi è piaciuto perché (oltre alla piscina e camere spaziose) aveva il servizio shuttle gratuito da/per l’aeroporto e anche perché al suo interno ha uno Starbucks che mi consentiva di fare una colazione quasi all’italiana oltre al WIFI gratuito in tutta la struttura.

Io sono una di quelle che quando va in un posto le piace immergersi anche nella cucina del posto…ma non riesce a rinunciare al cappuccino mattutino.

Si trovava anche in un punto strategico equidistante in vari punti d’interesse della città e a posteri posso dire che sono stata contenta di questa scelta. Sconsigliato solo a chi non sa una parola di inglese o spagnolo, qui non sanno parlare italiano.

Qualche mese prima della partenza provvedo per gli ESTA per tutti (che ha validità biennale) e comincio a informarmi sui punti di interesse, mezzi di spostamento, dove mangiare etc.

MIAMI DAY 1

Viaggio con Air Italy tranquillo e confortevole, ogni posto era dotato di TV interattiva che ti permette di vedere film ascoltare la musica e vedere la localizzazione del volo in tempo reale.

La mia piccina di 2 anni ha fatto un po di storie durante il decollo e l’atterraggio perché non voleva stare legata ma in braccio a parte questi due momenti è stata tranquilla.

Appena arrivati facciamo tutto l’iter dei controlli, rispondendo ai poliziotti ad alcune domande di rito in inglese (perché sei venuto a Miami? quanto ti fermi?)

Da questo preciso momento la comunicazione è stata con chiunque o in inglese o in spagnolo, perché tutte le persone con cui ho interagito (baristi, camerieri, tassisti..nessuno conosceva l’italiano).

Alla fine della vacanza ringrazierò mentalmente l’aver frequentato la facoltà di Lingue perché un conto è chiedere informazioni l’altro è sostenere delle intere conversazioni, dopo alcuni giorni era talmente tanto il tempo passato a parlare sia in inglese che in spagnolo che avevo preso a rivolgermi in questo modo anche in privato con la mia famiglia. 😀

Prelevate le 6 valigie e il passeggino di Maya arriviamo alla fermata, dove ogni 15 minuti, al piano ARRIVI passa lo shuttle della Sheraton e in 10 minuti siamo all’hotel..

MIAMI IL NOSTRO IMPRINTING

Appena uscita dalla porta dell’aeroporto ci guardiamo in giro emozionati, tranne che per Miguel questa è la nostra prima volta negli Stati Uniti e la prima cosa che noto (a parte il gran caldo) è che tutto lì è più grande.
I grattacieli le strade le macchine erano proprio come nei telefilm americani.

Chi ci era già stato negli Stati Uniti me lo aveva già raccontato ma vi assicuro che viverlo in prima persona è comunque una sorpresa che ti lascia addosso una sensazione di adrenalina e euforia.

Arrivati in Hotel, facciamo velocemente il check e con la nostra chiave magnetica andiamo nella nostra mega stanza al 4 piano.: 2 grandi letti matrimoniali, mega televisione, un bollitore per caffe all’americana (no grazie) e una bellissima vista

Dopo aver posato le valigie Elisa e Maya fanno il bagno in piscina e noi ci rilassiamo su qualche sdraio all’ombra, successivamente vuoi il fuso, vuoi la giornata che ci aspetterà l’indomani decidiamo di non fare serata ma per mangiare qualcosa prendiamo UBER e andiamo in un PUBLIX che è un supermercato di alimentari che vende anche piatti caldi fatti al momento.

UBER

Qui a Miami come in America Uber va alla grande ed è molto conveniente e lo stra-consiglio: in quei giorni spendevo di media 5 dollari per corsa e essendo in 4 se ci fossimo avvalsi dei biglietti dei bus e metro avremmo speso di più.

Se non conosci Uber sappi che è un servizio di car sharing e per utilizzarlo basta scaricare la app dedicata (scaricala prima di partire) e registrare il tuo account con i dati della carta di credito.

Quando lo devi usare devi selezioni il posto dove vuoi andare e in automatico ti geo-localizza facendoti vedere in tempo reale le macchine disponibili e un preventivo di spesa a secondo del tipo di servizio Uber che vuoi utilizzare (uberX se siete massimo 2 persone, Uber pool se siete in 4) alla fine della corsa ti appare a display quanto hai speso ti chiede se vuoi lasciare una mancia e puoi lasciare una recensione sull’autista.

In quei giorni ho davvero famigliarizzato con il concetto mancia che per noi italiani è un concetto un po ostico da far entrare nel proprio modus operandi, ma ti assicuro che quasi subito prendi confidenza con questo modo di agire e nel mio caso mi faceva sorridere la disinvoltura con cui poi lasciavo mance a chiunque (alla faccia degli stereotipi sui genovesi).

Gli autisti che ho incontrato erano molto disponibili a dare informazioni e consigli e nella conversazioni gli ho anche raccontato che qui in Italia Uber è fuori legge, a parte la prima loro reazione di stupore ho subito chiesto com’era lì a Miami il loro rapporto con i tassisti e loro mi hanno detto che era tutto tranquillo e che secondo loro in Italia era dichiarato fuori legge perché i tassisti in Italia hanno un “potere” che lì in America non hanno o meglio lì da loro c’è la mentalità che tutto ciò che fa business è benvenuto e privilegiato non guardando in faccia a nessuno (ambasciator non porta pena)

L’autista Manuel ci lascia proprio davanti al Publix e subito gli chiedo come farò a tornare indietro visto che per servirmi di Uber ci vuole la connessione dati o WIFI ma lui mi tranquillizza: in quasi tutti i locali e supermercati c’è il WIFI gratuito.

PUBLIX

Come prima serata visto che eravamo stanchi decidiamo di prendere al supermercato cose da mangiare con la speranza di trovare cibo il più “vicino” possibile alla nostra cucina..di certo non la pasta o similari ma magari un semplice panino senza tanti intrugli dentro e qualche snack ammazza fame.

Giro per gli scaffali e trovo una miriade di tipi di patatine in busta a ogni gusto possibile, cibo in scatola che non ho avuto il coraggio di comprare anche perché richiedeva per il consumo almeno un microonde (che noi in albergo non avevamo) e una miriade di salse.

Mi aspettavo di trovare degli affettati tipo il prosciutto ma li hanno solo HAM che è prosciutto molto più spesso.
Ordiniamo degli ottimi panini fatti al momento e per la mia piccina di 2 anni ripiego su delle croquetas cubane e come snack ripieghiamo su pastelitos (dolce cubano) che è una sorta di pasta sfoglia triangolare con della marmellata e per la gioia di Elisa qualche pacchetto di Pringles.

INCONTRI RAVVICINATI 

Torniamo in hotel e dopo aver cenato le bimbe preferiscono rimanere in camera a guardarsi la TV, noi grandi scendiamo giù in piscina e facciamo un incontro ravvicinato con un procione che fino a quel momento avevo visto solo nel cartone animato Candy Candy.

la foto non è al massimo ma l’ho dovuta fare a distanza di sicurezza. Un ragazzo mi ha ammonito di non avvicinarmi perché è pericoloso,. Beata mia ignoranza 😀

Prima di tornare su in camera mi informo se esiste un servizio di trasporto per il DOLPHIN MALL, lo prenotiamo per il mattino seguente e andiamo in camera crollando quasi immediatamente.

 

MIAMI DAY 2 

La mattina presto verso le 7 scendo giù in piscina dopo essermi ordinata un cappuccino gigante da STARBUCKS, non c’era nessuno solo io e un addetto che stava pulendo la piscina, che relax!

Gelosa di quel momento tutto mio che stavo per assaporare, poso il cappuccino sul tavolino basso presente vicino alla poltrona dove stavo per sedermi ma devo aver fatto rumore perché da sotto il tavolino vedo uscire velocemente un qualcosa di gigantesco che scappa subito nel sentiero che costeggia il fiume dell’hotel, se ero ancora assonata mi sveglio di botto mi avvicino alla ringhiera e mi rendo conto che quello che mi aveva spaventata era un iguana in compagnia di tanti tipi di lucertoloni medio grandi…

In Italia non li avevo mai visti e non credo nemmeno ci siano ma infondo qui è tutto più grande e giustamente hanno anche le lucertole più grandi 😀 😀

Per le 9 siamo già pronti a prendere lo shuttle dell’albergo che con 20 dollari totali (3 paganti Maya invece è gratis) si occuperà del nostro trasporto da/per DOLPHIN MALL.

(continua….)

 

close
Manteniamo i tuoi dati privati e li condividiamo solo con terze parti necessarie per l'erogazione dei servizi. Per maggiori informazioni, consulta la nostra Privacy Policy.